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IMT, il vino plurale delle Marche

 

 

L'Istituto Marchigiano di Tutela Vini è stato capace di costruire un'identità. IMT innanzitutto vuol dire Vigneto Marche, il Consorzio infatti non tutela una singola denominazione o una parte della produzione vitivinicola regionale bensì la quasi totalità.
Con oltre 850 aziende associate è ben poco ciò che resta al di fuori diquesto consorzio costituito nel 1999 e in grado di rappresentare oltre 8.000 ettari di vigneto e il 90% dell'export complessivo.
I "grandi" produttori sono serviti a trainare i "piccoli" e questi ultimi, a loro volta, ci hanno messo tutta la qualità di cui erano capaci per contribuire a rendere l'immagine completa e definita. L'IMT, presieduto da Gianfranco Garofoli e diretto da Alberto Mazzoni, racconta la storia dei vini marchigiani ed ha scelto un codice di promozione e di comunicazione assolutamente innovativo: l'analisi sensoriale. Le 16 denominazioni di origine - di cui 4 DOCG - sono state mappate dal Centro Italiano di Analisi Sensoriale per identificare le peculiarità dei vini. La bocca con cui si degusta non può più bastare per raccontare la fisionomia di una terra attraverso i suoi vini: alle denominazioni serve un linguaggio che li renda simultaneamente comprensibili in ogni parte del mondo e se le emozioni suscitate da un vino sono soggettive nello stesso tempo la sua struttura deve rispondere a parametri universali. Alberto Mazzoni, alla guida operativa del Consorzio, ha subito applicato questo percorso logico: valorizzare le peculiarità viticole, farle crescere in base ai loro tempi e ai loro stili esportandole nel mondo senza il timore che venissero emulate o contraffatte. IMT è una realtà moderna in cui la pluralità delle denominazioni e dei territori è il vero punto di forza: negli anni il Consorzio si è fatto grande, facendo sintesi dei mille caratteri delle aziende che hanno aderito al progetto. Le Marche sono sinonimo di molteplicità, a partire dalla composizione dei suoli. La carta vincente si basa sulle identità autoctone: nell'elenco regionale delle varietà di vite idonee alla produzione sono ben 52 i vitigni, di cui 30 assolutamente identificati col territorio. Nel mondo del vino ogni regione ha una punta di diamante e nelle Marche è senza dubbio il Verdicchio, anch'esso plurale nella doppia accezione di Jesi e Matelica dove esprime colori, odori e sapori irripetibili altrove. E’ il vino bianco più premiato e al contempo più discreto d'Italia. Ma esistono anche perle come il Conero, la Lacrima di Morro d'Alba, la Vernaccia di Serrapetrona, il Bianchello del Metauro, Pergola e i Colli Maceratesi.
Bisogna visitare le Marche per capire fino in fondo ciò che resta in bocca dopo aver degustato questi vini.
www.imtdoc.it

 

I vini del mese


villaligi.it


aziendaguerrieri.it


boccadigabbia.com

 
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Serra de' Conti (An) - Italia